
Azioni concrete per sostenere il reddito, la lettera dell'Ordine degli architetti di Catanzaro alla Regione
Venerdì 24 Aprile 2020 16:30 di Redazione WebOggi.it
La ripresa del settore privato passa prioritariamente dal recupero della fiducia nel sistema paese e dalla chiarezza delle azioni da intraprendere per sostenere il rilancio dell’economia e del sistema sanitario della nazione. Come categoria che opera all’interno del sistema ordinistico ci sentiamo fortemente responsabilizzati di fronte all’emergenza sanitaria che ha colpito il paese, con la consapevolezza di chi sa qual è la posta in gioco”. E’ quanto si legge nella lettera che il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro, Giuseppe Macrì, e il Consigliere segretario dell’Ordine Alessandro Pitaro, hanno inoltrato al presidente della Giunta Regionale della Calabria Jole Santelli, al presidente del Consiglio Regionale Domenico Tallini, ai consiglieri e agli assessori regionali, oltre che a tutti gli architetti iscritti all’Albo. Oggetto della missiva è “il recupero della fiducia e azioni concrete per sostenere i redditi dei liberi professionisti, delle imprese e delle famiglie a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al covid-19”.
“La categoria come da sempre dichiarato è disponibile ad attivare le competenze professionali dell’area tecnica per fornire supporto alle necessità del paese per una pronta ripartenza dell’economia. Nella task force istituita dal governo – si legge nella nota di Macrì e Pitaro -, sono state individuate le professionalità ritenute necessarie per affrontare i diversi aspetti della crisi sanitaria con particolare riguardo alla graduale ripresa delle attività produttive. Dalla task force è risultata completamente assente la componente scientifica dell’area tecnica, quasi a voler evidenziare l’inutilità delle competenze specifiche in materia di progettazione integrata (organizzazione del lavoro, sistemi sanitari, tecnica della prevenzione) con grave pregiudizio dei risultati attesi. Questo aspetto non secondario ha messo in evidenza la discrasia tra cultura tecnica in grado di proporre soluzioni scientifiche ai problemi e modelli burocratici in grado di comprimere qualsiasi iniziativa economica con gli effetti che tutti noi conosciamo in termini di ritardo competitivo. La necessità di agire velocemente senza i tempi improduttivi della burocrazia ci impone di analizzare i problemi con un approccio multidisciplinare e di proporre soluzioni percorribili utili a creare un sistema valoriale basato sulle competenze, in grado di delineare processi efficaci di risposta sociale. Ora che la crisi sanitaria dovuta al COVID-19 è diventata anche economica, risulta impellente dare il nostro qualificato contributo professionale per evitare che il ritardo decisionale delle successive fasi possa creare un ulteriore gap economico che si andrà a sommare a quello infrastrutturale determinando una forte recessione. Per superare questa possibilità, bisogna individuare strumenti finanziari immediati (tangibili e concreti) per trasformare gli aiuti in investimenti competitivi basati sulla solidarietà sociale. Il piano “Riparti Calabria” approvato dalla Giunta regionale in tempi brevi, che tutti noi abbiamo apprezzato per la celerità, prevede un intervento finanziario di 150 milioni di euro, basato essenzialmente su linee di finanziamento (prestiti) senza l’integrazione di misure di sostegno economico a fondo perduto che avrebbero generato fiducia nella ripresa e liquidità immediata per sostenere i mancati introiti derivanti dalla crisi. Inoltre le misure previste non sono state affiancate da una energica deburocratizzazione del sistema e quindi gli effetti del “Riparti Calabria” non saranno immediati come era giusto che fosse”.
