
Arrestato il presidente Cosentino: nell'inchiesta la frode sportiva per il match Catanzaro-Avellino
Lunedì 29 Maggio 2017 10:47 di Redazione WebOggi.it
Il presidente del Catanzaro Calcio Giuseppe Cosentino e la figlia Ambra, sono due delle 4 persone arrestate e poste ai domiciliari nell'operazione denominata Money Gate eseguita con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria. Cosentino è accusato di appropriazione indebita e di reati tributari mentre la figlia e gli altri 2 arrestati, dipendenti della società di import-export dell'imprenditore, sono accusati di riciclaggio. Per l'accusa avrebbero trasferito in Svizzera ingenti somme di denaro. La società del Catanzaro Calcio, secondo quanto si è appreso, è comunque estranea ai fatti di riciclaggio contestati agli indagati. Le somme, infatti, sarebbero state distratte dalla società di Cosentino che ha rapporti anche con la Cina. L'operazione ha portato anche al sequestro di beni per 4 milioni di euro.
Tuttavia nel filone dell'inchiesta rientrerebbe la gara di calcio Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013 e risulterebbero indagati in merito, per il reato di frode sportiva, l'ex direttore sportivo del Catanzaro, Armando Ortoli e il calciatore Andrea Russotto, all'epoca dei fatti in forza al Catanzaro, oltre Walter Taccone (all'epoca dei fatti presidente dell'Avellino calcio) e Vincenzo De Vito (all'epoca dei fatti direttore sportivo dell'Avellino calcio). Si sarebbero accordati per far finire in pareggio la partita e gli accordi sarebbero saltati per il mancato rispetto degli stessi da parte dell'Avellino che, a seguito della vittoria del Perugia, per non correre il rischio di non raggiungere la promozione in Serie B si è aggiudicato la partita per 1-0.
