
Aristide Anfosso analizza l’ultima ricerca ed esprime i suoi dubbi
Mercoledì 03 Giugno 2020 15:54 di Redazione WebOggi.it
È una italiana, tanto per cambiare, Elena Giorgi, a dirci che Sars CoV 2 è un mix di geni ereditati dai coronavirus di pipistrello e di pangolino. Si mette così fine al mistero sulle origini del virus. La ricerca è pubblicata sulla rivista Science Advances e condotta negli Usa, sotto la guida dell’italiana Elena Giorgi, che lavora nei Laboratori di Los Alamos, e di Feng Gao, della Duke University. Analizzando le sequenze genetiche del virus i ricercatori hanno confermato che il suo parente più vicino è il coronavirus che infetta i pipistrelli, ma che ha acquisito la capacità di infettare l’uomo grazie a un frammento di materiale genetico recepito dal coronavirus che infetta il pangolino. Bene, chiarita la struttura del virus, adesso io mi chiedo in che circostanza si sia potuto realizzare che il 78% dell'RNA del Coronavirus del pipistrello si sia andato ad incastrare con un frammento di RNA del pangolino, in maniera così perfetta da poter infettare un essere umano. Pensare ad una circostanza naturale è cosa probabile ma così rara che vincere alla lotteria in paragone sarebbe come aprire la fontana e riempire un bicchiere d'acqua. A dire il vero mi sorge un dubbio: "Se per caso questo incontro non è stato casuale, ma scientificamente prodotto, su quale essere animale poi si sarebbe dovuto effettuare il riscontro di morbilità? Che in parole povere significa verificare i danni eventualmente procurabili sull'uomo. Ora senza voler essere superesperti, se semplicemente ci ricordiamo che gli Ominoidi sono una superfamiglia di primati comprendente l'uomo e le cosiddette scimmie antropomorfe, più simili all'uomo per caratteristiche fisiche e intellettive e comprendenti gli oranghi, gli scimpanzé, i gorilla e i gibboni, ci viene anche facile capire su quale ominoidi si sarebbe potuto orientare l'esperimento. Ovviamente le mie sono solo supposizioni. Probabilmente originate dal colpo di calore e dallo stato confusionale conseguente al tentativo di realizzare la prima abbronzatura.
Dott.Aristide Anfosso
