Antonio Ventura nel "Decameron" di Pasolini: quando la tradizione diventa storia

Giovedì 16 Marzo 2017 19:27 di Redazione WebOggi.it

Antonio Ventura nel "Decameron" di Pasolini: quando la tradizione diventa storia

Che Antonio Ventura, castrovillarese d'adozione, ma originario di Sant’Arsenio, fosse stato un bravo  cantante di musica popolare era ben noto, ma che fosse anche l'interprete di una bellissima canzone presentenel film "Decameron" di Pier Paolo Pasolini è davvero incredibile. A fare questa scoperta straordinaria, che riempie il cuore di emozioni e meraviglia, è stato recentemente proprio il figlio Vincenzo Ventura, imbattutosi casualmente sul web nella conferenza stampa durante quale si parlava del libro “Un cacciatore di suoni a Sant’Arsenio” sulla permanenza di Alan Lomax, il più grande etnomusicologo popolare del 900 in Italia, tra il 1954 e 1955, tra Caggiano, Polla e Sant’Arsenio e si citava la voce femminile della canzone, Iolanda Pica e di quella maschile Antonio Ventura da lui stesso registrati. Incuriosito e sorpreso, Vincenzo Ventura ha fatto delle ricerche, risalendo all' autore del libro, Arsenio D’Amato e tramite questo alla signora Iolanda Pica ora 84enne, la quale ha confermato tutta la vicenda. Tutto accadde nel lontano 1955, quando Lomax a Sant’Arsenio, paese di Antonio Ventura, registra musiche e canzoni nel giardino della casa di Vico dell’Olmo dei Gagliardi. All'epoca Antonio Ventura era cantante del gruppo folk del paese,  cultore della tradizione popolare della sua zona  e autore di una raccolta di canti e poesie. La registrazione è avvenuta la sera del 4 gennaio 1955. Lomax, etnomusicologo di fama mondiale che amava la musica e i canti popolari e andava a caccia di melodie che rischiavano di scomparire, rimase estasiato di quei suoni  che rappresentavano espressioni autentiche e genuine di un territorio e di un popolo. Alcune di queste registrazioni del 1955 verranno usate da Pier Paolo Pasolini come colonna sonora per il «Decameron» nel 1970 e, in particolare il motivo della «Serenata» che ritorna in molte parti del film di cui Pasolini usa solo la parte cantata dalla voce maschile, appunto quella bellissima di Antonio Ventura, e quella musicale con l’organetto. Nel film il motivo viene riproposto molte volte, arrangiato da Ennio Morricone, a volte solo fischiettato o suonato con il mandolino. Con Alan Lomax la tradizione musicale popolare di Sant’Arsenio e di altri paesi del Vallo di Diano arrivò oltreoceano e i suoi tanti suoni, dalle ciaramelle alla zampogna, furono oggetto di studio da parte dell' antropologo e produttore discografico statunitense insieme a quella struggente serenata interpretata dai santarsenesi Iolanda Pica e Antonio Ventura, ripresa nel film del grande regista italiano. La volontà di Pasolini era proprio quella di «realizzare un cinema gaio e vitalistico, allegro e solare, capace di esprimere l’esistenza senza decifrarla e di operare una negazione del presente grigio e vuoto della contemporanea società dei consumi, che rimuove, nella sua corsa, i legami con le radici culturali», consapevole che solo la grande musica popolare e i canti tradizionali potevano riuscire nell'intento che gli valse l' Orso d’argento al XXI Festival di Berlino del 1971.  

Ines Ferrante


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