Angelo Maggio con ‘Cemento Amato’ celebra la Calabria del NON finito.

Martedì 24 Marzo 2020 20:42 di Redazione WebOggi.it

Se il “non finito” nella storia dell’arte si configura come scelta stilistica e concettuale (da Tiziano e Michelangelo fino a Gaudì, passando per Rodin e chissà quanti altri), il “non finito calabrese” invece è una categoria dello spirito, insieme carica di aspettative e terribilmente colma di malinconia. «Nel 2004 durante la Settimana Santa di San Luca (in provincia di Reggio Calabria, NdR) ho fotografato una statua del Cristo Risorto davanti a un fabbricato non finito. Con mia grande sorpresa quella foto piacque moltissimo agli abitanti che me ne chiesero addirittura delle stampe: quel paesaggio urbano era considerato normale, non li disturbava». A parlare è Angelo Maggio, classe 1967, fotografo etnografico che dal 1996 ritrae i calabresi durante i riti religiosi al giornalista Gaetano Moraca di WU magazine,  e che da quel giorno incentra la sua personale indagine anche sul non finito.  Molto del suo lavoro può essere approfondito sul sito http://www.cementoamato.it/

Maggio s’inerpica così nei paesi di montagna, scende in quelli di mare, si sposta con disinvoltura dalle città fino alla provincia più remota e, nelle abitazioni prive d’intonaco da cui spuntano i mattoni rossi, nei piloni che non sorreggono alcun tetto o nelle finestre senza infissi, fotografa le aspettative deluse fatte cemento continua a leggere


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