Anche il web "di parte" insorge contro gli insulti razzisti al giovane Nicola Markovic.

Martedì 26 Febbraio 2019 08:38 di Redazione WebOggi.it

Ai margini di una vicenda che ha suscitato clamore negli ultimi giorni per l'episodio avvenuto in campo. Insulti razzisti nella partita di Under 18 tra Mastria Vending Catanzaro e Cus Bari. A denunciarlo è la stessa Mastria Vending Catanzaro che in una nota spiega i fatti. Una vicenda che nel giro di poche ore si è allargata a macchia d'olio, fino a coinvolgere in tutti i gradi la politica regionale e la comunicazione, anche a livello nazionale.

E quando una vicenda si diffonde anche i social rispondono con le reazioni più o meno esplicite del popolo della rete. Singolare è però la reazione delle persone che hanno commentato sulla pagina ufficiale del Cus Bari Basket a seguito del post della squadra.

La condanna a un gesto di discriminazione tra i giovani, scatena molti dei genitori che lamentano una condotta vergognosa da parte di chi ha il compito di ammonire ed educare i ragazzi.

Tra i commenti si legge " Come sostenitore ed ex atleta del cus bari Per prima cosa desidero chiedere personalmente scusa all atleta che ha subito tali insulti razzisti , perché ritengo che lo sport debba unire le persone e non dividerle." oppure" Che vergogna lo dico da Barese....cosa insegnate ai ragazzi i valori sportivi sono altri non offendere gli avversari...che vergogna !!! Scusatevi senza se e senza ma !!!, questi solo i più composti dei commenti ricevuti dalla Cus Bari e man mano che si scorre i toni incalzano in modo più duro: "Fate schifo....il rispetto e farne degli uomini corretti è il compito di tutti gli educatori, anche quelli sportivi. Scusatevi senza se e senza ma...."

Il fil rouge, se anche nei toni si presentano variegati, è l'unanime condanna all'episodio in sè, ma anche una richiesta non troppo velata di rafforzare il concetto di condanna da parte della società con scuse che non ammetto "se" e non ammettono "ma".

Il messaggio, di sicuro d'esempio da parte di chi educa ed è figura di riferimento nello sport e nella vita dei nostri ragazzi,è che certi atteggiamenti non prevedono un "ma", prevedono la comprensione che non esiste un motivo che attenui o giustifichi l'intento di discriminare un altro essere umano. Ed è bene lo sappiano, perchè il frutto non cade mai lontano dall'albero, e lo sport è campo di troppi frutti confusi in questo periodo e i risultati devono far riflettere. Senza "se" e senza "ma".


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