Al Centro Visite ‘Cupone’ le ultime scoperte

Mercoledì 22 Novembre 2017 13:16 di Redazione WebOggi.it

Il Parco Nazionale della Sila si rivela ancora una volta pieno di sorprese, oltre che importante non solo dal punto di vista naturalistico. Anche grazie alla singolare siccità dell’anno in corso che ha comportato il ritiro delle acque lacustri e la conseguente emersione di aree solitamente sommerse, sono state rinvenute infatti lo scorso 17 settembre sulla riva meridionale del lago Cecita, in località Campo San Lorenzo, nel comune di Spezzano della Sila (CS), un Elephas antiquus e un’area destinata alla produzione di armi da parte dei Longobardi.La scoperta è avvenuta ad opera di funzionari della ”Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio” per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, recatisi sul posto al fine di recuperare alcuni reperti metallici presenti sulla superficie emersa e abilmente identificati dal Soprintendente, il dott. Mario Pagano, come armi pertinenti al popolo dei Longobardi, finora primi ed unici esemplari attestanti la loro presenza nel comprensorio della Sila Grande.Questa zona ritorna quindi nuovamente a confermare la sua importanza, unitamente all’intero comprensorio montano e lacustre delle Sila Grande, per la conoscenza del patrimonio archeologico calabrese e delle dinamiche insediative che hanno interessato questi luoghi nel tempo, dalla Preistoria fino all’Alto Medioevo (cioè da diverse centinaia di migliaia di anni fa fino al VI secolo).Il ritrovamento dell’Elephas antiquus si caratterizza poi per la sua singolarità nel quadro delle evidenze note dell’Italia peninsulare e in particolare della Calabria. La sua parziale connessione anatomica, i meccanismi di conservazione e l’assenza, allo stato attuale, di ulteriori elementi associativi di natura antropica, farebbero pensare che l’elefante sia stato vittima di una morte naturale sulle rive del lago.


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