
Accolto il ricorso degli aspiranti medici di base contro la Regione Calabria
Venerdì 09 Ottobre 2020 18:45 di Redazione WebOggi.it
Ventidue medici di medicina generale rischiavano di non concludere -contrariamente a tutti i colleghi d'Italia- il corso triennale abilitante entro la fine dell'anno solare 2020.
Il tutto per una serie di ritardi accumulati dalla Regione, da ultimo aggravati da un'ingiustificata sospensione delle attività a causa dell'emergenza Covid.
Proprio nel momento ideale, invece, per un giovane medico (vista anche la dichiarata carenza di personale medico) per specializzarsi "sul campo".
Ma in data 8 ottobre 2020 il Tribunale di Catanzaro ha accolto il ricorso degli aspiranti medici di base, assistiti dagli avvocati Paolo Falzea, Andrea Lollo e Umberto Frangipane, contro la Regione Calabria.
Il Tribunale del Capoluogo ha, infatti, riconosciuto il diritto dei medici iscritti al corso di concludere lo stesso entro la fine dell’anno solare 2020, cosi come previsto dalla
normativa di settore.
In particolare, il Tribunale ha ritenuto non esserci alcuna giustificazione per la sospensione del corso formativo, adottata dalla Regione Calabria, e ha censurato il fatto che
non sia stato attivato alcun metodo alternativo ai fini della conclusione dello stesso.
Per altro verso, invece, il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza del rischio di gravi ripercussioni sulla sfera lavorativa dei ricorrenti, i quali in caso di mancata conclusione del corso nei termini di legge, non avrebbero la possibilità di essere inseriti nelle graduatorie regionali entro il termine ultimo del 31 gennaio 2021.
