
KLAUS DAVI RICOSTRUISCE RETROSCENA 2 ATTENTATI A REGGIO CALABRIA
Domenica 31 Maggio 2020 18:52 di Redazione WebOggi.it
NDRANGHETA : KLAUS DAVI RICOSTRUISCE RETROSCENA 2 ATTENTATI A REGGIO CALABRIA
Archi (RC) 31 mag. - (Agenpress) - ''Con una lunga inchiesta su Facebook Klaus Davi tramite testimonianza e colloqui sul posto ha ricostruito con parecchi dettagli i retroscena di due attentati avvenuti nel quartiere Archi che lui definisce ‘il tempio laico della Ndrangheta’ nella prima decade del nuovo millennio. Il primo ebbe come oggetto il negozio della impresa funebre Postorino, e il secondo l’abitazione della famiglia Suraci, vicina al clan Tegano. Klaus Davi si spinge a mettere nero su bianco il nome di uno degli attentatori (ma era solo un mero esecutore, il mandante era Umberto Suraci titolare dell’impresa funebre,scrive). La ‘risposta’ non si fece attendere. Secondo la ricostruzione avvenne il giorno del matrimonio della figlia del Suraci in cui vennero incendiate le ambulanze della famiglia (atto regolarmente denunciato alle forze dell’ordine) ma ci furono anche degli spari rivolti alla abitazione della famiglia (fatto che al momento non venne denunciato dalla famiglia ) . Secondo Klaus Davi a compiere l’attentato sarebbe stato il gruppo del killer Gino Molinetti a cui il Postorino si sarebbe rivolto per chiedere ‘protezione’ .
Il gruppo dei Suraci poteva contare sull’appoggio di Paolo Schimizzi (scomparso nel 2008) e Franco Polimeni, di recente balzato alle cronache per l’omicidio del tabaccaio Ielo. “Ma poi – scrive Davi – Schimizzi e Suraci litigarono e la società venne sciolta.” Klaus Davi non teme querele per quanto ha scritto . “Ho raccolto parecchie testimonianze, ci ho lavorato un anno , questo a mio avviso è il quadro. Ovviamente ci può essere qualche imprecisione, ma in linea di massima siamo vicinissimi alla verità.” “Klaus Davi non crede che la lite fra Schimizzi e Suraci c’entri con la successiva sparizione del membro apicale del clan Tegano. “Credo che ci siano altri elementi. Per ora quella vicenda resta, almeno per me, un mistero totale.”
