Paoletta Marrocu è Floria Tosca al Summer Arena di Soverato

Martedì 13 Agosto 2019 19:00 di Redazione WebOggi.it

Paoletta Marrocu è Floria Tosca al Summer Arena di Soverato

Un cast stellare composto dal sopranoPaoletta Morrocu (Floria Tosca), dal tenore georgiano Mikheil Sheshaberidze (Mario Cavaradossi) e dal baritono bulgaro Ventseslav Anastasov (Scarpia)

 

Domani, 14 agosto, alle ore 21.00, andrà in scena, presso il Summer Arena di Soverato, l’unica recita estiva di “Tosca” di Giacomo Puccini, prodotta dall’Associazione Traiectoriae e daPublidema Agenzia di Comunicazione e promozione, in collaborazionecon l’Orchestra e il Coro del Teatro Cilea.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Cilea ci sarà il maestro Matteo Beltrami, mentre firma la regia il grande basso Orlin Anastassov che si avvarrà delle grandi scenografie multimediali curate da Polina Gerasimova e realizzate attraverso il 3d mapping.

l Coro del Teatro Cilea, istruito dal M. Bruno Tirotta, sosterrà un cast di notevole spessore artistico, tra cui spicca il nome di Paoletta Morrocu (Floria Tosca), che è stata la protagonista sui maggiori palcoscenici italiani ed esteri sotto la guida di direttori del calibro di Riccardo Muti, Zubin Metha, Riccardo Chailly, Daniel Oren e Daniel Harding. Memorabili le sue interpretazioni di Lady Macbeth nell’opera di Verdi, travolgente l’Abigaille in Nabucco e la sua Butterfly, personaggi che ha proposto in grandi teatri in Italia e nel mondo. Come Tosca, il soprano Marrocu ha ricevuto critiche entusiastiche e ovazioni da parte del pubblico in una storica edizione della Staatsoper di Amburgo.

Il soprano sarà affiancato dal tenore georgiano Mikheil Sheshaberidze (Maria Cavaradossi), un astro nascente della lirica internazionale e che canterà a Soverato dopo essersi esibito all’Arena di Verona come protagonista (Radamès) nell’Aida che ha inaugurato il Festival veronese. Completa la triade dei personaggi dell’opera del Maestro lucchese il baritono bulgaro Ventseslav Anastasov, un altro grande interprete della scena internazionale, che vestirà i panni del barone Scarpia.

Completano il cast il cantante scaligeroAntonio De Gobbi (Il Sacrestano), e tre cantanti calabresi: Giuseppe Zema(Cesare Angelotti), Alessio Gatto Goldstein (Sciarrone) e Massimiliano Silvestri (Spoletta).

Abbiamo intervistato Paoletta Marrocu e di seguito è riportato quanto ci ha raccontato.

 

Una grande diva che è stata diretta da eccelsi Maestri e che ha cantato in teatri di eccellenza, canterà al Summer Arena. A cosa si deve questa scelta?

Cantare all’aperto non è una cosa inusuale per me e tantomeno lo è per la lirica se pensiamo alla grandissima Arena di Verona con una capienza di 15.000 posti. Non deve sorprendere quindi aver scelto uno spazio come la Summer Arena come location assolutamente adatta per questo tipo di spettacolo. Ci sono stati precedenti in tutto il mondo. L’opera si è fatta negli stadi, in spazi ampissimi, vastissimi, e, a volte, dall’acustica non corrispondente a quella di un teatro al chiuso, ma grazie alle moderne tecnologie, in particolare legate all’amplificazione dei suoni, tutto questo è possibile e anche auspicabile in quanto il risultato finale può essere di buonissimo livello. Mi sembra giusto inoltre promuovere la lirica in spazi più grandi e in contesti anche nuovi dove un pubblico che magari non entrerebbe mai in un teatro classico al chiuso potrebbe accostarsi all’opera e goderla sotto le stelle.

Cosa può dirci del suo personaggio?

Floria Tosca è un personaggio assolutamente affascinante. Si tratta della Diva per eccellenza, un ruolo eponimo da prima donna assoluta. Sardou scrive la pièce teatrale “Tosca” per la grande Sarah Bernahardt che debutta a Parigi nel 1887. Puccini, però, la vede solo nel 1892 in un teatro di Milano interpretata dalla stessa Bernhardt e ne rimane folgorato. La Divina era una star non giovanissima: infatti quando debuttò questo titolo aveva già trentotto anni, per cui non dobbiamo immaginare una ragazzina che va in scena, ma un’attrice matura, con un curriculum ragguardevole, un  talento e doti artistiche ormai riconosciute e conclamate.

La versione operistica pucciniana di “Tosca” andrà in scena nel 1900 al Teatro Costanzo di Roma. La cosa interessante è che il dramma di Sardou fa riferimento a una Roma del 1800, neanche cento anni prima. Tutto sommato una storia abbastanza recente, ancora scolpita a vivo nella memoria collettiva. Sicuramente il personaggio di Tosca è una diva del periodo napoleonico, non una diva qualunque, ma una cantante! O meglio la cantante più celebre del momento, la più famosa. Interpretare quest’opera significa dunque incarnare un’estetica di divismo a tutto tondo, cogliendo gli aspetti pubblici di questo personaggio e gli aspetti privati, le grandezze e le fragilità. Floria Tosca è una donna che porta in sé una ferita profonda, quella dell’abbandono. Cresce all’interno di un conservatorio che non è propriamente un’istituzione musicale come la conosciamo adesso, ma è un collegio di orfanelle dove alle infelici si insegna anche la musica. Viene notata per le sue qualità e diventa in breve tempo una celebre cantante. Quest’aspetto di fragilità dovuto all’abbandono iniziale nella sua vita, ne determina le caratteristiche caratteriali. È quindi donna realizzata e di successo da un certo punto di vista, ma anche fragile e insicura negli affetti. Questo determina il suo carattere geloso, possessivo che poi condurrà agli esiti che ben sappiamo nella vicenda. Vocalmente è un ruolo da soprano Lirico-Spinto, cioè un ruolo sopranile estremo che richiede grande flessibilità e anche grande potenza per poter superare facilmente l’orchestrazione pucciniana notoriamente densa e corposa. 

Poiché il riferimento per Puccini stesso era Sarah Bernhardt, cioè una grande attrice di prosa e non una comune cantante d’opera del momento, il ruolo richiede all’interprete enormi dori attoriali, per incarnare Tosca bisogna dunque essere cantanti-attrici, possedere determinate caratteristiche... Pare che queste caratteristiche io le abbia sempre avute, così per me il connubio con questo personaggio è sempre stato facile, naturale. Ho debuttato il ruolo ventidue anni fa per la regia di Beppe de Tommaso in onore del quale l’anno scorso mi è stato attribuito il premio alla carriera proprio al Teatro Cilea di Reggio Calabria. Posso affermare di aver interpretato il ruolo molto spesso in regie sia classiche/tradizionali che trasposte o estremamente moderne, ma detto ciò nulla toglie scalfisce la potenza intrinseca del personaggio.

 

E cosa pensa del progetto del Calabriae Opera Musica Festival?

È un progetto straordinario perché guarda avanti. Seminare per il futuro significa credere nelle risorse del proprio territorio in una prospettiva di crescita. Ho avuto modo di cantare in Calabria diverse volte, ho anche debuttato il mio primo “Un ballo in maschera” di Verdi a Cosenza nel 1998, ho cantato “Nabucco” a Catanzaro con la regia di Gigi Proietti, la direzione di Daniel Oren a fianco di Renato Bruson. A Reggio Calabria, nel 2011, la mia prima “Vedova Allegra” e l’anno scorso ancora a Reggio Calabria “Don Giovanni” di Mozart. Ho sempre riscontrato l’altissima professionalità del coro, dell’orchestra e di tutte le maestranze e anche un grande amore del pubblico nei confronti dell’opera lirica. Per cui tutto il mio plauso va al “Calabriae Opera Musica Festival” perché è veramente fondamentale, a mio avviso, credere nelle risorse di questa straordinaria regione che può dare tantissimo.

In qualità di “Artist for Peace”, onorificenza di cui sono stata insignita nel 1998 dall’UNESCO di Parigi, auspico il riconoscimento dell’Opera Lirica quale “Patrimonio Immateriale dell’Umanità” sarebbe davvero un bel gioiello da aggiungere al forziere del vastissimo patrimonio artistico/culturale italiano!

 

Si ricorda che Paoletta Marrocu indosserài gioielli di Resy D’Andrea, in arte Ninà, e cheil biglietto di “Tosca” è acquistabile sul circuito TicketOne e il suo costo varia da 34,50 a 69 €. È prevista la formula family che garantisce al quarto membro della famiglia la gratuità dell’ingresso.

 

 

 


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