Beppe Grillo e il suo show: quando l'insomnia della ragione genera mostri.

Mercoledì 13 Marzo 2019 15:19 di Anna Trapasso

Insomnia. O, per dirla con lui, “le mie elucubrazioni mentali, i miei pensieri di notte”. Beppe Grillo si presenta al pubblico del Politeama con il suo one-man show che, più che show, potrebbe definirsi una chiacchierata quasi informale, un inarrestabile flusso di pensieri (lungo circa due ore, senza pause) a cui non serve scena, suono o fronzolo alcuno.

A dirla tutta, non serve neanche il palcoscenico: Grillo preferisce sedere sugli scalini che conducono al palco, così vicino al pubblico da abbattere ogni distanza fisica ed emotiva. E parlare. Lasciarsi andare. Così come gli viene. Facile, però, andando “a braccio”, lasciarsi andare ad affermazioni “di pancia”. Così è stato per la battuta, in apertura di serata, che ha gelato la platea e riscosso una serie di polemiche dell’indomani mattina.

Testualmente: “La Calabria è la regione che ha fatto meno domande per il reddito di cittadinanza […] allora o lavorate in nero o siete tutti della ndrangheta”. Di ndrangheta si parla anche poco dopo, quando dice “Voi ci avete mandato al nord la ndrangheta ma noi in cambio vi abbiamo mandato il nostro clima, ora facciamo i bagni a mare anche d’inverno mentre qui fa freddo”.  Certo, tutto va contestualizzato e, soprattutto, è Grillo a parlare.

Un comico.

Nel suo spettacolo comico-satirico.

Un comico che si è dato alla politica ma che, a teatro, torna da comico (eppure non sa fare a meno di parlare di politica). E' innegabile, però, che quello mafioso sia un tema molto delicato. Ed un’affermazione di questa entità, seppur buttata là con un sorriso, possa ritenersi decisamente offensiva e qualunquista per i calabresi. E tant’è.

Ma Grillo è bravo a riportare immediatamente il sorriso giocando col dialetto, e divagando con ironia su ogni tema (leggero, o meno) di attualità: dai cani da compagnia, ai vegani, dall’alessitimia alla gastroneurologia, da Macron a Cioran, da Gino Paoli ad Harari.

In perenne contraddizione (“Si, siamo in perenne contraddizione, ma l’universo è tutto in contraddizione”, dice), si definisce “un analogico” ma invita all’uso del digitale. Prima dello spettacolo, invita a non usare cellulari e non fare riprese video, ma a spettacolo iniziato chiede al pubblico di mettere mano agli smartphone e sincerarsi su Google, passo dopo passo, che le sue “elucubrazioni” fossero in realtà notizie esatte.  

Scienza e religione, vita e morte, l’amore e l’umorismo “i più grandi pilastri della vita: del primo si può fare a meno, del secondo no”: quello di Grillo è un flusso di coscienza a cuore aperto, e proprio perché di cuore, il rimando al suo Movimento di tanto in tanto, un tema inanellato qui e lì con grande destrezza, non può mancare: “Se avessi dormito e digerito bene, a quest’ora, tanti dei miei pensieri non esisterebbero. E neanche il Movimento esisterebbe. Diciamoci il vero: abbiamo fatto una rivoluzione antropologica della politica. Mai avrei pensato di andare a spiegare ai giapponesi come un comico e un manager dell’olivetti possano aver fondato un movimento politico. E il sogno continua!”.

Salvini, Berlusconi, ma anche il “suo” Di Maio: il dardo ironico e pungente del comico Grillo colpisce un po’ tutti, in un monologo che in fondo vorrebbe sembrare “politically correct”, ma non lo è.

Si torna seri, più tardi, quando a salire sul palco è un giovane ingegnere calabrese, Fabrizio Paonessa, invitato da Grillo ad illustrare il suo recente brevetto, “Diwan”, un sistema che mette a confronto le mappe di Google con dati catastali e ancora dati personali dei residenti in una detta area geografica fino a risalire a chi non ottempera al pagamento dei tributi, ad esempio la Tari, o chi costruisce immobili abusivamente. “Così, grazie alla tecnologia, i comuni in dissesto potrebbero andare in attivo” -spiega Grillo, che vorrebbe una politica “dei blockchain, in cui si condividano delle regole, senza colori”.

E ancora dalla Tav all’hyperloop, un focus sulla logistica dei trasporti, e poi le criptovalute, l’agricoltura: i temi toccati sono innumerevoli. Per chi non li avesse graditi, a fine serata, il comico ha distribuito mandarini da scagliare contro. Facili le polemiche dell'indomani: sul momento, in realtà, tanti applausi e pochi mandarini pervenuti sul palco.  

Lo show è in replica per Show Net di Ruggero Pegna, stasera al Teatro Cilea di Reggio Calabria e domani al Teatro-Cinema Garden di Rende.

 

 

 


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