Espulsione della giovane incinta a I. Capo Rizzuto. Dichiarazioni del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.

Domenica 02 Dicembre 2018 10:40 di Redazione WebOggi.it

Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.ha rilasciato la seguente dichiarazione dopo il grave episodio vrificatosi a Isola capo Rizzuto:

“Le cronache riportano di una donna di 19 anni incinta, con al seguito anche il marito e una bimba di sei mesi, espulsi dal CARA di Isola Capo Rizzuto per effetto delDecreto Salvini, costretti a salire su un pullman che li ha scaricati di fronte alla stazione ferroviaria di Crotone, sotto la pioggia battente e salvati grazie alla Croce Rossa Italiana. Tutto ciò è inaccettabile e si pone in palese contrasto con la Dichiarazione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia con legge numero 176 del 27 maggio 1991”

 
 
 

“E’ evidente che i legislatori italiani – continua il Garante – non hanno ancora recepito il fatto che qualsiasi provvedimento legislativo debba tenere sempre conto della Convenzione ONU, in qualsiasi momento ed in qualsiasi situazione, ed è compito preciso del Presidente della Repubblica intervenire per colmare questa lacuna, che nel caso di Crotone diventa violazione dei diritti umanitari al cospetto di una bimba e di un nascituro, ai quali deve essere garantita nell’immediato una sistemazione alternativa. Gettarli davanti ad una stazione ferroviaria e lasciarli al loro destino significa esporli a pericoli incalcolabili”.

“Chiedo al prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, che gode della mia più sincera e totale fiducia, conoscendone personalmente la sensibilità verso i bisogni dei più piccoli, di voler rappresentare la mia presa di posizione al Capo del Governo ed al Presidente della Repubblica – conclude Marziale – affinché, almeno in presenza di minorenni, la modalità di espulsione contempli soluzioni alternative che prevedano la loro accoglienza e messa in sicurezza. In caso contrario non rimarrebbe che rivolgersi direttamente alle Nazioni Unite per denunciare violazioni disumane dell’Italia ai diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che sono disposto a convalidare, anche recandomi personalmente a New York, in caso di ritardata o mancata risposta”.


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