Celia: "La scuola di via Forni dimostra lo stato disastroso dell’edilizia scolastica nella nostra città"

Venerdì 11 Gennaio 2019 16:00 di Redazione WebOggi.it

"Mi fa piacere che il consigliere Filippo Mancuso, persona di cui ho immensa stima, abbia lealmente ammesso che il sindaco Abramo aveva annunciato otto mesi fa l’inizio delle lezioni nel plesso di via Forni a settembre. Avrebbe però dovuto anche ammettere che il rinvio di un anno scolastico non è cosa di poco conto. Il rispetto dei tempi nell’amministrazione pubblica è di vitale importanza. Il sindaco, prima di fare promesse, dovrebbe avere più rispetto per i cittadini, mentre lui interpreta evidentemente l’attività amministrativa come una campagna elettorale permanente."

Così il consigliere Fabio Celia in un comunicato, che continua:

"Allora cerchiamo di fare un po' di ordine. Lo stesso Filippo Mancuso dice, nella sua nota, che il verbale di chiusura dei lavori è dello scorso 1 dicembre, vale a dire due mesi dopo l’ipotetica e annunciata riapertura della scuola. Quindi, il ritardo è certificato e non ce lo siamo inventati noi.
Quanto agli interventi migliorativi che sarebbero stati chiesti dal collaudatore, bisogna ritenere che a maggio 2018, quando il sindaco si è lanciato nella sua promessa, questi non erano conosciuti dall’Amministrazione. Bisognerebbe anche capire perché nella progettazione esecutiva, poi andata in appalto, questi interventi, ritenuti evidentemente necessari, non erano stati contemplati.
In un caso o nell’altro, siamo di fronte all’ennesima sceneggiata elettorale di Abramo e alla conferma della scarsa efficienza della sua macchina organizzativa. Non c’è opera, in questi anni, che non abbia avuto bisogno di “provvidenziali” varianti, con un inevitabile aumento dei costi iniziali.
Il caso di via Forni mi è anche utile per ricordare lo stato disastroso dell’edilizia scolastica nella nostra città, un patrimonio ormai decadente e pericoloso, tecnologicamente arretrato, come testimoniato dai numerosi episodi segnalati dal Codacons, ma soprattutto dai genitori.
Scuole pericolanti, senza autoclave, senza impianti di riscaldamento efficienti (bisognerebbe chiedere scusa alle famiglie per il gelo che è stato fatto patire in questi giorni ai bambini). E c’è un signore, di nome Abramo, che da venti anni governa la città e che avrebbe dovuto assicurare una rete di strutture scolastiche degne di questo nome.
Siamo anche in attesa che venga rispettata un’altra delle promesse elettorali di Abramo, la riapertura della scuola Mazzini, i cui lavori sono iniziati prima delle elezioni, poi sospesi ed oggi in attesa che con Agenda Urbana venga “sanata” l’anomalia di un’opera appaltata senza la certezza del finanziamento. Un pasticcio quello della Mazzini, uno dei tanti pasticci creati dal “modello Abramo”. "


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