Il senatore Bagnai ospite dell'Accademia della Lega Calabria

Domenica 12 Maggio 2019 14:32 di Redazione WebOggi.it

 

Un confronto altamente formativo , ma anche un momento di informazione di servizio sullo stato dell'arte dell'attuale fragile  costruzione europea quando mancano appena due settimane all'appuntamento con le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo.

 

 

 

Questo, si legge nel comunicato, è stato l'incontro con il senatore, professor Alberto Bagnai svoltosi ieri a Lamezia Terme nell'ambito dei seminari di formazione politica promossi dall'Accademia della Lega in Calabria .

 

Massiccia la partecipazione di militanti, dirigenti, ma anche di gente comune, come ha tenuto a precisare il responsabile Antonio D’alessi:" tutto ciò  a conferma di quanto siano sentite le tematiche legate all'andamento non soddisfacente  delle istituzioni europee, che ha creato scompensi e diseguaglianze tra gli stessi stati fondatori dell'Unione europea con conseguenze tutt'altro che lusinghiere per la stessa coesione della comunità".

 

 

 

Un aspetto, questo,  che non  ha mancato di  sottolineare con forza  il deputato Domenico Furgiuele nel suo intervento di presentazione del collega parlamentare.

 

"L'Europa va cambiata in senso più solidale perché così com'è non va. Il nostro parlamento ormai ratifica decisioni prese altrove e ciò è indice di quanto poco si conti. Dobbiamo svoltare e tra poco, il 26 maggio,  avremo la possibilità di farlo mandando a casa burocrati e banchieri".

 

 

 

Il professor Bagnai ,dal suo canto, ha fornito evidenze finanziarie  e di politica economica concrete di come le regole vigenti nell'attuale contesto europeo non vengano  seguite da tutti: violazioni,discriminazioni e trattamenti di favore ormai sono frequenti: esse hanno fatto a brandelli la  coesione e il progetto originario dell' Ue che è divenuto un sistema in cui vige una grande ipocrisia, ma soprattutto tanta disinformazione.

 

"C'è bisogno di maggiore autonomia nei territori , che non sono liberi di poter governare il loro sviluppo perché tutto si decide altrove".

 

 

 

I precedenti governi hanno permesso tutto ai partner europei diventandone la ruota di scorta.

 

Questo non sarà più possibile, perché l'Italia sta rialzando la testa.

 

E la conferma arriverà il 26 maggio prossimo.

 


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