Capodanno : portate calabresi, al via il cenone tra 3... 2...1...

Lunedì 31 Dicembre 2018 08:00 di Adriana Guzzi

Anche se ormai alle porte l'Epifania, che tutte le feste ( e le ferie) si porta via, c'è ancora tempo per i festeggiamenti tra quelli più attesi: quelli di fine anno.

La festa che segna la linea immaginaria tra passato e futuro, è canonicamente vissuta come quella più esilarante da condividere con amici e parenti, per entrare nel nuovo anno in allegria e convivialità.

In calabria, convivialità fa rima da sempre con la tavola, grande protagonista di tradizione in ogni casa che si prepara ad accogliere i commensali vestita di tutto punto e profumata di odori famigliari che riscaldano il cuore.

Anche se impregnato di ricette antiche come quelle con lo stocco (o baccalà) e la nduja, per capodanno ogni famiglia sceglie di spaziare tra tradizione e innovazione, perchè a Capodanno tutto è concesso.

Partiamo dagli antipasti, sempre meno valorizzati in cene dove le portate sono davvero infinite. Basta pensare che in calabria le portate della feste partivano da 13, come gli apostoli, per sfiorarne addirittura 25 nel catanzarese.

Insaccati, salami, olive "do salatura" o infornate. Melanzane arrostite o a filetti, pane croccante abbrustolito e condito con olio e tutto ciò che troviamo nel piatto..per cominciare.

Si potrebbe pensare di rafforzare l'antipasto con frittelle di cavolfiore e ndujia, o frittelle con pesce azzurro e zucchine.

Oppure, se proprio si vuole esagerare , far primeggiare l'antipasto dalle "crespelle" semplici o alle alici.

Per gli innovatori impavidi invece, proponiamo un bel vassoio di pesce crudo o affumicato,dal salmone al pesce spada accompagnati semplicemente da limone e un tocco di glassa balsamica. Un' insalata di stocco bollito, rucola e pepe nero rinfrescherebbe i palati più esigenti di cambiamento.

Per i primi il consiglio è di rimanere semplici senza tradire la tradizione. Uno spaghetto alla nduja o "mbruscinato" con alici e mollica. 

Per chi volesse impegnarsi e portarsi avanti con il lavoro ci sono le sempreverdi pietanze al forno, quindi via di cannelloni e lasagne nelle versioni classiche e nelle varianti più sfiziose : ai funghi, bianche ai carciofi, ai 4 formaggi e chi più ne ha più ne metta.

Nei secondi, sempre che ci si arrivi prima della mezzanotte, è tempo di piatti propiaziatori: cotechino e lenticchie non possono mancare. Lo stinco di maiale al forno con le patate potrebbe essere un buon compagno, ma se proprio del pesce non si può fare a meno al via le nostre cozze gratinate e i calamari ripieni. Anche se  il re di capodanno assieme alle lenticchie, rimane lo stocco. Fritto o in umido a "morzello" con sugo e capperi. Tutti piatti che si mangiano come una preghiera nelle feste calabresi.

I contorni, rigorosamente della terra. La nostra ricca e generosa come sempre, quindi verdure di stagione grigliate o soffritte, basta lasciare lo spazio per gli amatissimi broccoli "affucati".

Avete ancora forza per i dolci? Dopo il brindisi di bollicine calabre, ci sono cantine che offrono davvero il top del mercato, potrete tuffarvi sulla tavola imbandita di panettoni al tiramisù, pittanchiusa, turdilli, susumelle e.. la variante più nuova di quest'anno : Lo 'Ndujettone.

Queste solo alcune idee, sicuri che le vostre saranno più numerose e succulente, vi auguriamo un 2019 appetitoso!

 


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